11 luglio 2016
Si avere un animale domestico riduce il rischio di morire per malattie cardiovascolari. Questo è quanto emerge da un nuovo studio della Georgia Southern University mirato su un campione di 4000 adulti senza patologie considerevoli. I partecipanti hanno restituito dettagli in merito al loro dinamismo fisico, peso, altezza ed eventuali e fattori di rischio per la salute come il fumo di sigaretta. Inoltre, ogni concorrente ha dichiarato l'eventuale presenza, in casa, di animali domestici. Analizzando i dati raccolti, sarebbe emerso che circa il 35% dei partecipanti aveva un animale domestico.
Secondo i dati, dal 2006, undici persone ogni 1.000 che non avevano animali da compagnia erano morte per avvenimenti cardiovascolari, mentre per quanto riguarda coloro che avevano un animale domestico, i casi di morte per eventi cardiovascolari avrebbero riguardato 7 persone su 1000. Per quanto riguarda il rischio di ictus, sembra che a beneficiare della presenza di un animale domestico siano state più le donne che gli uomini. Gli uomini che avevano animali mostravano, infatti, le stesse probabilità di decesso, mentre le donne avevano il 40% in meno del rischio di morte per ictus.
Gli autori della ricerca rilevano che lo studio non è volto a convincere le persone a prendere un animale, gatto o cane che sia, poiché, come pongono l’accento, gli esperti:
Gli animali domestici fanno bene, ma devono essere tenuti in modo responsabile.
Non solo anche pensare al proprio animale dimestico può potenziare l’umore delle persone che si sentono “socialmente allontanate”. A suggerirlo è un nuovo studio del Taylor & Francis Group, secondo cui gli animali hanno davvero la splendida capacità di incoraggiare le persone. Lo studio rivela, infatti, che le persone che tendono ad attribuire qualità umane agli animali ottengono benefici anche dal solo pensare ai loro amici a quattro zampe. Per giungere a tale finale, gli esperti hanno guidato tre studi separati, durante il quale i partecipanti sono stati invitati a rivivere esperienze passate di rifiuto sociale.
Dopodiché, ai partecipanti è stato chiesto di osservare le foto di animali, e gli esperti hanno riconsiderato quindi i loro stati d'anima. A quanto sembra i partecipanti che hanno pensato agli animali, riceverebbero minori sensazioni di rifiuto sociale e di negatività rispetto a chi non aveva pensato agli amici a quattro zampe.
Pensare agli individui non avrebbe, d'altro canto, prodotto gli stessi effetti positivi, e ciò dimostra che pensare agli animali potrebbe concretamente avere un potere calmante per le persone, specialmente per quelle più predisposte ad attribuire caratteristiche “umane” ai propri amici a quattro zampe.